Perché essere bisex

Perché essere bisex

Perché accontentarsi di un gusto quando posso provarli tutti e due?

Forse con una domanda retorica posta in questi termini si corre il rischio di essere fraintesi e tacciati di scarsa sensibilità, ma, quando si parla di bisessualità, uno degli argomenti che più spesso ci si vede mettere in faccia in risposta alla domanda, il più delle volte stupita, di come sia possibile un tale atteggiamento, è proprio questa: il piacere di provare a vivere ruoli contrapposti ma in un certo senso complementari.

La domanda precedente, allora, diventa una provocazione lanciata nei confronti di chi fatica a capire o, forse, si rifiuta di farlo, continuando a considerare il rapporto con l’altro sesso come una battaglia, per quanto piacevole, da combattere, comunque, sui due fronti opposti di una barricata invalicabile.

Davanti a questo atteggiamento cosa c’è più disarmante che chiedere, semplicemente, cosa possa esserci di male a sperimentare entrambi gli schieramenti? Perché, forse, si potrebbe anche scoprire che la vera pienezza viene solo da una loro unione totale.

Certo, il discorso non può valere per tutti, e tantissime persone rimangono convinte che per loro essere bisex non sia nemmeno immaginabile, ma precludersi a priori la possibilità e, anzi, rifiutare sdegnati anche solo l’ipotesi di un discorso di questo tipo rivolto alla propria sessualità, è un precludersi una possibilità che di certo non porta nessun guadagno.

Nessuno nega che, ancora, ci possano essere non pochi pregiudizi nei confronti della bisessualità (parenti molto stretti dei pregiudizi, duri a morire, nei confronti dell’omosessualità) e che vivere apertamente una condizione del genere non è facile, ma probabilmente, a lungo andare, lo è ancora di più tenere nascosta e “castrare” una tendenza che, per molti, può essere naturale, e senza soddisfare la quale in fin dei conti non ci potrà mai essere vero e totale appagamento.

Un motivo, dunque, per essere bisessuali è quello di assecondare fino in fondo la propria natura ed essere se stessi senza remore. Le paure, in un percorso del genere, non possono non esserci, perché quasi sempre le persone hanno sperimentato, all’inizio della loro vita sentimentale, un solo “versante” della sessualità (sia etero, sia omosessuale) e scoprire di poter essere attratti anche dall’altro sesso è qualcosa che mina le proprie sicurezza. Ma questo è il principio necessario da cui passare per prendere consapevolezza vera dei propri desideri: solo così, infatti, ci si potrà chiedere sinceramente chi ci eccita e che persona ci immaginiamo quando fantastichiamo nella nostra intimità.

Essere bisessuali pienamente, allora, diventa un gioco di sincerità nei confronti di se stessi. Diventa non solo un’accettazione dei propri desideri, ma anche una consapevolezza che, per alcuni, la soddisfazione vera sta proprio nello sperimentare i due lati di quell’unica medaglia che è, comunque, la relazione sessuale e affettiva.

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