Un piacevole momento di relax con una quarantenne a cui strizzo le tette

Un piacevole momento di relax con una quarantenne a cui strizzo le tette

Racconto erotico: Un piacevole momento di relax con una quarantenne
Alessia è la mia ragazza da due anni, ci siamo conosciuti all’ultimo anno di Università, in pratica ci siamo laureati insieme e abbiamo deciso di condividere un sogno, quello di aprirci un piccolo pub al centro della città.
Abbiamo messo i nostri risparmi insieme e, non con poca fatica, siamo riusciti a far partire il nostro sogno, il locale ogni sera fa il pienone e nel giro di qualche settimana è diventato molto gettonato tra i ragazzi.
Le cose sembravano andare bene, così felici abbiamo deciso di andare a vivere insieme, lei era particolarmente entusiasta della cosa ed io non ho potuto far altro che assecondarla.
Non nascondo che avevo qualche dubbio, passavamo già la maggior parte del tempo insieme che qualche ora in solitudine avrebbe fatto bene, ma lei era felice così e allora dopo nemmeno una settimana dall’apertura del locale, fece le valige e arrivò nel mio appartamento.
Inizialmente era tutto perfetto, la mattina mi svegliavo con lei addosso, bellissima e dolce, facevamo colazione e poi scendevamo al lavoro per organizzare il locale, ci fermavamo qualche ora per riposare e poi riprendevamo, sempre insieme, a lavorare.
Il punto è che con tutto il tempo impegnato e lo stress per il locale, la nostra intimità ne stava risentendo, la notte eravamo troppo stanchi per fare sesso, ci limitavamo qualche volta la mattina appena svegli, ma col passare dei giorni, lo facevamo sempre meno.
Sarà stata questa mancanza di intimità, ma ad un certo punto abbiamo iniziato a litigare sul lavoro e a casa, io volevo solo evadere e avere un po’ di tempo per me, lei mi accusa di non darle abbastanza attenzioni.
Una sera iniziammo a discutere sul retro del pub, ero al limite, prima di dire qualcosa di pensante, presi l’auto e me ne andai, macinai km di strada, volevo solo starmene tranquillo, mi fermai ad un bar sulla strada, uno di quei posti dove solitamente ci sono tanti camionisti.
Ordinai qualcosa da bere al bancone, guardandomi intorno, notai la presenza di molti uomini ma anche di donne, alcune non più giovanissime, che si faceva offrire drink in cambio di qualche strizzata di tette.
Mi si avvicinò una signora, doveva avere 40 anni, dieci più di me, aveva la scollatura molto generosa, mi chiese se volevo compagnia, ero al mio quarto bicchiere, mi sentivo gasato e libero, le dissi di seguirmi, andammo nella mia macchina, tirai fuori il mio cazzo e me lo feci succhiare.
La signora era brava e ci sapeva fare, probabilmente ogni sera si appartava con qualcuno e lo spompinava, sentivo le sue labbra succhiare forte la mia cappella, mentre la lingua melo leccava per bene.
Le tenni ferma la testa e diedi alcuni colpi, il mio cazzo arrivò fino alla sua gola, a lei sembrò piacere, continuò a farmi quel pompino a ritmo sostenuto, fin quando non arrivai al limite e le sborrai in bocca.
Quando feci ritorno a casa, Alessia era già a letto a dormire, aveva chiuso il locale da sola e riposava tranquillamente dalla sua parte, mi stesi anche io e chiusi gli occhi, mi sentivo meglio.
Dopo quella volta, quando mi sento troppo oppresso, prendo l’auto e vado in quel bar alla ricerca di qualche bella signora che abbia voglia di spompinarmi e farmi rilassare.

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